CREDITO IVA
Nel corso di un incontro tenuto ieri dall’Agenzia delle Entrate, rivolto agli ordini professionali e alle associazioni di categoria, in videoconferenza con le varie Direzioni Regionali, sono stati forniti chiarimenti sulle procedure di controllo delle compensazioni Iva, in base a quanto stabilito dall’articolo 10 del Decreto Legge numero 78 del 2009. Gli F24 presentati tramite home banking, Cbi e gli altri servizi telematici offerti dagli istituti bancari e dalle poste, se utilizzano, per importi superiori a 10mila Euro, il credito Iva 2009 per pagare in compensazione debiti tributari o contributivi, diversi da Iva, verranno scartati; in tali ipotesi, lo scarto verrà effettuato direttamente dalla banca o dalle poste
DICHIARAZIONE IVA INTEGRATIVA
Una dichiarazione Iva, dalla quale emerge un credito Iva 2009 di importo superiore ad Euro 15mila, può essere presentata senza l’apposizione del visto di conformità, in quanto si può decidere di utilizzare in compensazione il credito Iva fino ad un importo pari ad Euro 15mila. Se, invece, dopo la presentazione della dichiarazione, il contribuente cambia idea e vuole utilizzare in compensazione il credito Iva per importi superiori ad Euro 15mila, deve ripresentare la dichiarazione Iva con l’apposizione del visto di conformità e, solamente dopo, potrà utilizzare in compensazione i crediti Iva. Come affermato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 1 del 2010, il contribuente può presentare una dichiarazione integrativa nei termini ordinari di presentare della dichiarazione annuale, al fine di poter rettificare la propria scelta, senza che vengano irrogate sanzioni
CASSAZIONE
Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 5586 del 2010, il contribuente non può chiedere all’Amministrazione Finanziaria la restituzione dell’imposta versata a fronte di un’adesione al condono Iva previsto dalla Legge numero 289 del 2002. La Cassazione ha altresì puntualizzato, con riguardo all’incompatibilità tra il condono e il rimborso, che lo scopo della sanatoria era quello di chiudere la partita con il Fisco per propri debiti e non per crediti
